Tornando indietro c’è il Foro. Sul lato ovest si può osservare la fila di botteghe che affacciano sul portico e, al centro, un edificio con tre nicchie, che è probabilmente il Lararium della città romana (databile al III sec. d.C.). Nell’ultima taberna (bottega) a nord si conserva un torchio per la premitura dell’olio.
Tutta la piazza del Foro è circondata da un portico di colonne di pietra. Per avere una visione d’insieme si tenga conto che per tutti i lati essa è circondata da botteghe (edifici rettangolari, con una parte anteriore ed una posteriore e forse anche un piano superiore, in blocchi squadrati, che risalgono al momento della deduzione della colonia latina, cioè agli anni successivi al 273 a.C.), tranne che nei punti in cui erano previsti grandi edifici pubblici.
Sul lato meridionale della piazza spiccano subito tre costruzioni di dimensioni e forma diverse dalle taberne. Il primo è un grande edificio in laterizio, costruito sopra botteghe distrutte. Segue, al centro, un edificio con tre porte e un’esedra in pietra all’interno, circondato per tre lati da un portico coperto. Il monumento viene comunemente indicato come la Curia; in realtà si tratta di una basilica, cioè del luogo in cui si amministrava la giustizia ed in cui i cittadini si incontravano per discutere di affari. Immediatamente accanto sorge un edificio con cortile pavimentato e circondato da colonne di marmo su cui affacciano piccoli ambienti, forse botteghe, per cui il monumento viene interpretato come Macellum (mercato coperto).
Sul lato opposto, a nord, emergono le strutture di due importanti edifici pubblici, il Comitium e il tempio del Foro, detto Tempio “Italico”.
Se si imbocca la stradina ad est del Comitium, in parte pavimentata con basoli, in direzione dell’anfiteatro, si troverà, immediatamente sulla destra, un edificio in blocchi squadrati, rettangolare, simile ad una torre; si tratta dell’Aerarium della città.
Riattraversato il Foro e lasciato il Macellum (a destra) si vedono a sinistra le fondazioni di un imponente complesso di culto: un Asklepieion (santuario di Asclepio, dio della medicina) con il cortile e le stanze per i fedeli e la grande pedana che era l’enkoimeterion (dormitorio) tipico dei santuari del dio, dove, com’è noto, la guarigione avveniva per incubazione.