Culto di San Gennaro a Napoli
Il martire tanto amato dai napoletani il cui sangue si scioglie per miracolo
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Parlare di San Gennaro ai napoletani vuol dire parlare di un parente stretto, un amico, uno a cui si vuole bene e si mostra una devozione senza pari.
Il culto di San Gennaro è radicato nella storia napoletana molto profondamente, e tre volte l’anno i fedeli si riuniscono e sperano nel miracolo dello scioglimento del sangue nelle ampolle così da allontanare eventi funesti e cattiva sorte dalla città di Napoli.
Si crede che Gennaro sia nato nell’anno 272 a Benevento, città di cui era il vescovo, o a Napoli, non si sa bene. Il suo martirio si deve alle persecuzioni messe in atto da Diocleziano contro i cristiani.
In particolare, il diacono cristiano di Miseno, Sosso, venne incarcerato dal giudice Dragonio, ed essendo Gennaro suo amico si recò, insieme ad altri due compagni, a confortarlo in prigione. Così Dragonio fece arrestare anche loro e nel 305 li fece decapitare in un anfiteatro.
Secondo la tradizione dell’epoca, una donna che si chiamava Eusebia raccolse il sangue di Gennaro e lo stipò in due ampolle che consegnò al vescovo durante il trasporto delle reliquie di San Gennaro alle catacombe di Napoli.
Le reliquie del santo subirono vari trasferimenti, anche a causa del furto da parte del principe longobardo che le portò a Benevento, ma il culto per San Gennaro rimase sempre forte e vivido nel cuore dei napoletani.
Da Montevergine, tornarono poi a Napoli nel 1497 grazie al cardinale Giovanni di Aragona, e oggi si trovano nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo.
Non parlate mai male di San Gennaro a Napoli!
Tre volte all’anno – il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre – il popolo napoletano di riunisce per assistere al prodigio di san Gennaro, che consiste nella liquefazione del sangue del santo nelle ampolle.
Le cerimonie sono solenni, e mentre l’Arcivescovo di Napoli prende le ampolle dalla cappella restano tutti con il fiato sospeso, pregando e sperando. Se il sangue si scioglie tutta la città esulta perché vuol dire che non ci saranno sciagure, mentre il sangue che resta fermo nell’ampolla è presagio di cattiva sorte ed eventi tragici.
Il miracolo dello scioglimento del sangue viene atteso con ansia anche dai napoletani che si trovano all’estero o fuori città, tutti coloro che hanno un qualche legame con Napoli sono devoti al santo che ha miracolato la città.
Tutta questa straordinaria devozione è testimoniata dal Museo del tesoro di San Gennaro, dove sono esposti tutti i doni che papi, sovrani, uomini illustri e popolani hanno fatto al santo.