L’acquedotto carolino di Caserta

L’imponente acquedotto vanvitelliano voluto da Carlo di Borbone

Parti dell’acquedotto
© DinoPh / Shutterstock.com

Un’imponente opera

L’Acquedotto carolino, detto anche vanvitelliano, si trova vicino il centro di Caserta, nella Valle di Maddaloni.
È un pezzo di storia importante e perfettamente conservato, che vale di certo una visita.

ANTICA INGEGNERIA IDRAULICA

L’acquedotto carolino fu voluto da Re Carlo di Borbone, che lo commissionò a Vanvitelli per fa sì che potesse rifornire d’acqua non solo la Reggia di Caserta ma anche il territorio che la circondava.

I lavori dell’imponente acquedotto iniziarono nel 1750 e videro la fine nel 1770: oltre 16 anni per costruire un’opera di ingegneria idraulica senza pari, che comprendeva il ponte della Valle di Maddaloni, il quale con i suoi 529 metri di lunghezza e 55 di altezza era il più lungo d’Europa.

Il maestoso ponte in tufo, a pianta quadrata e archi, si basava sugli antichi acquedotti romani, ed è su di esso che poggia l’intero sistema idrico che si estende per 38 km e che prende l’acqua dalle sorgenti del monte Taburno tramite condotte in ferro sotterranee.

Oltre al Ponte della Valle di Maddaloni, patrimonio UNESCO, ci sono altri due ponti che fanno parte dell’acquedotto carolino: il Ponte Nuovo che si trova tra Moiano e Bucciano, e il Ponte della Valle di Durazzano, detto anche “tufo del torrione”, lungo 60 metri e che congiunge la SP Durazzano-Sant’Agata de’ Goti.

SMARTIP

Per avere una visuale dell’acquedotto carolino dall’alto basta salire sul Monte Garzano in direzione del Santuario di San Michele Arcangelo.

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COME ARRIVARE ALL’ACQUEDOTTO CAROLINO

Dalla stazione di Caserta appena fuori la Reggia partono gli autobus linea 1, 104 e 102 che portano all’Acquedotto Carolino.

Acquedotto Carolino caserta
acquedotto carolino caserta
acquedotto carolino caserta
acquedotto carolino caserta
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