Itinerari nel Cilento

© Paky Cassano / Shutterstock.com

Piccolo itinerario di viaggio per visitare Salerno in un week end

Salerno è la porta della Costiera Amalfitana e del Cilento, il suo centro è una bomboniera a misura d’uomo e ben si presta ad essere girato completamente a piedi in poco tempo.

Qui un piccolo itinerario di tre giorni se siete in vacanza a Salerno.

COME MI MUOVO PER SOLI TRE GIORNI?

Che arriviate da nord o da sud fermatevi alla stazione di Salerno, dove potrete noleggiare un’auto oppure uno scooter (migliore opzione d’estate). Non vi conviene viaggiare con gli autobus di Sita sud se a disposizione avete solo tre giorni!

ITINERARIO PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM

DURATA: 2 ORE / LUNGHEZZA: 1,5 KM / DIFFICOLTÀ: BASSA

I templi di Paestum sono tra i monumenti meglio conservati della Magna Grecia. Il sito ha una cinta muraria a forma di pentagono di circa 5 km, edificata dai Greci, i cui blocchi possono essere “adottati” per contribuire a preservare il patrimonio archeologico. Quattro le porte di accesso alla città: Porta Aurea a nord, Porta della Giustizia a sud, Porta della Sirena a est e Porta Marina a ovest. Il Parco Archeologico è facilmente raggiungibile sia in auto che in treno: arrivati alla stazione di Capaccio, infatti, basterà camminare verso Porta Sirena e in 10 minuti vi ritroverete di fronte alle meraviglie che hanno conquistato anche i viaggiatori del Grand Tour tra Settecento e Ottocento. 

Una volta acquistati i biglietti nel museo, accedete all’area archeologica in prossimità del Tempio di Cerere. Edificato alla fine del VI secolo a.C., è il più piccolo, per dimensioni, dei tre templi presenti. Sorge nella parte più alta della città e questo porta a pensare che, in realtà, fosse dedicato ad Atena, ipotesi rinforzata dal ritrovamento di alcune statuette dedicate alla dea della sapienza. 

Lasciato alle spalle il Tempio di Cerere, ci si incammina in direzione sud, verso l’area abitata della città. Sulla destra troverete le rovine delle ville e della piscina e, a seguire, i resti del Foro a pianta rettangolare. È naturale proseguire verso il tempio più maestoso di tutta l’area: il Tempio di Nettuno, databile intorno al 450 a.C., l’esempio di edificio dorico meglio conservato di tutta la Magna Grecia. Di fianco si trova la Basilica, o Tempio di Hera, la struttura più antica di Paestum. La sua costruzione risale alla metà del VI secolo a.C. ed è cinta da un colonnato di 50 elementi. 

Trattenetevi fino a sera: il sole che tramonta alle spalle dei templi è uno spettacolo da non perdere. 

Per conoscere la vita e la storia della città dei templi, è importante visitare il Museo Archeologico, ubicato in un edificio adiacente gli scavi, che raccoglie il materiale proveniente dai siti di Paestum e dalle necropoli vicine. Il museo è suddiviso in varie sezioni e contiene reperti di grande valore artistico e storico. 

Powered by GetYourGuide

DA SAN MARCO DI CASTELLABATE A PUNTA LICOSA, TRA MITO E NATURA

DURATA: 2 ORE / LUNGHEZZA: 4 KM / LIVELLO DI DIFFICOLTÀ: BASSO

Costeggiando il mare, partirete dal porticciolo di San Marco per raggiungere, seguendo le indicazioni, la leggendaria Punta Licosa. La prima parte dell’itinerario è ombreggiata e costeggia qui e là qualche struttura ricettiva immersa nel verde. Il percorso naturalistico è, all’inizio, su strada asfaltata per poi diventare sterrato verso Punta Licosa, inoltrandosi in boschi di macchia mediterranea con la spiaggia costantemente sulla destra. La flora è caratterizzata dalla presenza di pini d’Aleppo, lentisco, mirto, e ulivo. 

Il percorso si può fare a piedi e in bici. 

© Giambattista Lazazzera / Shutterstock.com

DA CASAL VELINO AD ACCIAROLI, SEGUENDO L’ORIZZONTE BLU DEL TIRRENO

DURATA: 3 ORE / LUNGHEZZA: 8 KM / LIVELLO DI DIFFICOLTÀ: MEDIO

Lungo le pendici del Monte Stella si snoda il percorso che vi condurrà ad Acciaroli. La partenza è fissata da Casal Velino, presso l’agriturismo “I Moresani”, a circa 1 km e mezzo dal centro cittadino.

Attraverso un sentiero di campagna comodo e adeguatamente indicato, vi dirigerete verso il piccolo borgo di Celso, a nord di Pollica. Da Celso seguite le indicazioni per Pollica fino ad arrivare al Convento Francescano di Santa Maria delle Grazie, che si affaccia sull’orizzonte blu del Tirreno. Scendendo verso il paese, potrete visitare il Castello dei Principi Capano e la pittoresca torre a pianta quadrata su tre piani che svetta suI tetti del paesino. Non resta che scendere verso la costa, fino alla frazione di Cannicchio, interessante per le stradine scoscese e gradonate, e alla Chiesa di San Martino, sulla strada principale.

Continuate la discesa verso il mare attraversando colline ammantate di macchia mediterranea e di campi coltivati: arriverete così al borgo marinaro di Acciaroli, molto importante per il porto e le attività legate al turismo e alla pesca. 

RISALENDO PISCIOTTA SUL SENTIERO DELLA VECCHIA FERROVIA

DURATA: 1 ORA / LUNGHEZZA: 3,5 KM / LIVELLO DI DIFFICOLTÀ: MEDIO

A piedi o a cavallo, da Marina di Pisciotta risalirete verso la parte alta della cittadina cilentana, lasciandovi alle spalle il mare. Si parte da via Matteo Sabino, in prossimità del negozio “Alici di Menaica”, direttamente affacciato sul locale porticciolo. Il percorso interseca la vecchia linea ferroviaria, ormai in disuso, passando sotto al ponte della ferrovia.

Il percorso è asfaltato all’inizio, poi diventa un selciato. Osservando i famosi ulivi secolari pisciottani, percorrerete via Marina per poi raggiungere il borgo di Pisciotta all’altezza di via Giardini. 

DALLE SORGENTI DEL SAMMARO A ROSCIGNIO VECCHIA

DURATA: 3 ORE / LUNGHEZZA: 6 KM / LIVELLO DI DIFFICOLTÀ: MEDIO

Le sorgenti del Sammaro, uno dei principali subaffluenti del fiume Calore, si trovano nel vicino comune di Sacco. Per raggiungere le sorgenti del Sammaro, si scende lungo una strada ripida asfaltata che si immerge nel bosco di faggi e querce. 

Dopo 1 km circa, troverete le indicazioni per le sorgenti: deviate sulla destra, imboccando un largo sentiero sterrato che continua fino al ponte di ferro. Continuando in direzione del ponte di cemento, che vi si mostrerà di fronte, si arriva alle gole che ospitano le sorgenti. Le sorgenti del Sammaro hanno origine proprio sotto questo ponte, alto circa 150 m, che collega Sacco a Roscigno, tra rocce rossastre che cadono a strapiombo generando uno spettacolo di bellezza incomparabile. 

Durante il trekking che vi porterà a Roscigno Vecchia, fate attenzione alla scivolosità delle rocce presenti nell’area delle sorgenti e al pietrisco che potrebbe cadere. Lasciato alle spalle il ponte in ferro, ci si inerpica verso la “bella addormentata”. Procederete su un sentiero poco frequentato e potreste dovervi fare strada tra rovi e sterpaglie (anche se negli ultimi anni gli enti locali tengono attivi questi percorsi). Arrivati alla strada, scorgerete l’agglomerato di case diroccate ricche di fascino e di storia contadina di Roscigno Vecchia

ESCURSIONE ALLA GROTTA DI SAN MICHELE E ALLA RUPE DI CASELLE IN PITTARI

DURATA: 3 ORE / LUNGHEZZA: 7 KM / LIVELLO DI DIFFICOLTÀ: BASSO

Il Sentiero sacro di San Michele, molto caro ai cittadini di Caselle, giunge all’omonima grotta sul monte Pittari, a 690 m di quota, fulcro della religiosità popolare. 

Dopo circa un’ora di cammino dal centro, raggiungerete il punto più alto e godrete della una vista mozzafiato sulla valle del Bussento. Il santuario dedicato a San Michele Arcangelo, raffigurato in un pregevole bassorilievo del XII secolo, è ospitato in una grotta che ricrea, tra le rocce, la navata di una chiesa, lunga 10 m, protetta da un cancello in ferro. È accessibile da un ingresso in muratura costruito nel Settecento. 

Una volta tornati al luogo di partenza, potrete fermarvi in pineta, organizzata con un’area picnic, prima di proseguire verso la Rupe. Il sentiero turistico, immerso nella vegetazione selvaggia, vi condurrà in meno di mezz’ora tra le rocce calcaree, davanti a uno strapiombo di 150 m. L’inghiottitoio del Bussento, anche noto come la Rupe, è una profonda voragine in cui le acque del fiume spariscono sotto il monte Pannello, per poi riemergere, 6 km più a valle, nel comune di Morigerati. L’intera zona è ricca di esempi di carsismo di grande rilevanza. 

TREKKING SUL MONTE BULGHERIA TRA IL PROFUMO DI LAVANDA

DURATA: 3-4 ORE / LUNGHEZZA: 6 KM / LIVELLO DI DIFFICOLTÀ: MEDIO-ALTO

Il monte Bulgheria è stato abitato fin dal Paleolitico e deve il suo nome alla presenza di soldati bulgari presenti in questa zona nel V secolo d.C. Nelle sue numerose grotte trovarono riparo anche i monaci basiliani che si dedicarono soprattutto alla valorizzazione e alla lavorazione delle piante spontanee presenti alle pendici di questa bellissima montagna. Oggi sono presenti piante di grande pregio come la lavanda (ampiamente diffusa su tutto l’altopiano), l’origano, la liquirizia, la rosa canina e innumerevoli specie di orchidea selvatica. 

Partendo da Celle, precisamente da via Asti, procederete incrociando la strada a scorrimento veloce Agropoli-Policastro (nota come Cilentana), lasciando l’abitato e puntando verso il sentiero che porta alla sommità del monte Bulgheria. Il sentiero è sterrato e roccioso ed è percorribile anche a cavallo o con fuoristrada. 

Durante il percorso può capitare di imbattervi in qualche volpe o cinghiale, e alzando lo sguardo al cielo potrete scorgere anche un falco. Dopo una passeggiata di almeno 3 ore si arriva alla vetta del monte, in prossimità del rifugio (attrezzato per ospitare almeno 10 persone). 

SMARTIP

Non andate via da Salerno senza aver assaggiato uno dei dolci della storica pasticceria Pantaleone in via Mercanti.

Per info: santuario.it
Piazza Bartolo Longo 1, Pompei, Napoli
Salerno luci d'artista
Salerno luci d'artista
Salerno luci d'artista
Salerno luci d'artista
Salerno luci d'artista