La leggenda delle janare di Benevento

Le affascinanti streghe di Benevento che ballavano sulle sponde del fiume Sabato

La città delle streghe

Benevento è nota per essere la “città delle streghe”, meglio conosciute come “janare”, delle donne che secondo la leggenda ballavano sotto i noci sulle sponde del fiume Sabato. Ma come nasce una janara?

COME NASCE LA LEGGENDA DELLE JANARE

Le madri delle streghe beneventane sono la dea Iside, molto venerata in territorio beneventano, e la dea Diana, da cui poi arriva il termine “janare”, che significherebbe “sacerdotessa di Diana”.

Con l’avvento dei longobardi, anch’essi pagani, le fedeli ai culti di Iside e Diana si unirono a questo popolo germanico che venerava gli dei nordici e che compiva riti propiziatori attorno agli alberi, a cui venivano appese pelli di montone che venivano poi squarciate con le lance.

È in questo frangente che i cristiani cominciarono a far circolare le prime voci su delle donne che ballavano attorno ai noci, che facevano sabba e uscivano solo di notte… le janare di Benevento.

TRA LEGGENDA E REALTÀ

Dietro le leggende, si sa, c’è sempre un fondo di realtà.

Nel calendario beneventano ci sono molte “date magiche” come quella del 23 giugno, San Giovanni, una notte in cui venivano fatti i riti d’amore e fertilità, e quella del 24 dicembre, la notte di Natale, in cui ci si scambiano formule magiche e tradizioni legate alle erbe.

Le streghe di Benevento altro non erano che delle donne consce della potenza, e della magia, che si nascondeva nelle piante, nei fiori, negli intrugli di erbe… e nella natura in generale. Una delle loro filastrocche più famose è: “nguento nguento, manname a lu nocio ‘e Beneviente, sotto l’acqua e sotto ‘o vient’, sotto a ogne maletiempo”.

SMARTIP

Se vi capitasse di incontrare una janara dovete prenderla per i capelli e quando lei vi chiederà “che tieni in mano?”, rispondere “fierro e acciaio”, così che ella non possa liberarsi dalla vostra presa.

I LUOGHI DELLE STREGHE DI BENEVENTO

Le janare di Benevento erano solite celebrare i loro sabba sotto il noce consacrato al dio Odino lungo le sponde del fiume Sabato, che però non si sa con esattezza dove fosse ubicato.

Passeggiando in direzione Ponte Leproso, nel rione Triggio c’è una strega chiamata Zucculara, molto conosciuta dai beneventani per il rumore di zoccoli che si sentiva nella notte quando passava per le strade del quartiere.

Invece al Ponte delle Janare a San Lupo vi potrebbe capitare di incontrare la strega Manolonga, che sarebbe il fantasma di una ragazzina annegata per accuse di stregoneria, che ammalia i malcapitati e poi li tira giù nel fiume.

Di notevole interesse è il museo Janua, dedicato alle streghe di Benevento, alla medicina popolare, alle erbe delle janare e alle tradizioni.

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