Napoli sotterranea: visita le catacombe di San Gaudioso
La seconda area cimiteriale paleocristiana
più importante di Napoli
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Le Catacombe di San Gaudioso nel quartiere Sanità sono le gemelle di quelle di San Gennaro, infatti vengono considerate la seconda area cimiteriale paleocristiana più importante della città di Napoli.
Le catacombe di San Gaudioso si trovano in piazza Sanità 14, vicino a quelle di San Gennaro.
Per arrivare dal MANN bisogna prendere gli autobus linea 168, 178, C63, R4 e scendere alla fermata Basilica Incoronata-Catacombe San Gennaro.
Le Catacombe di San Gaudioso devono il loro nome ad un vescovo africano giunto a Napoli nel V secolo d.C., che poi fu sepolto proprio in questa area cimiteriale. La tomba del vescovo divenne luogo di culto per i napoletani, e così iniziò ad espandersi fino a diventare un cimitero ipogeo paleocristiano.
Le catacombe vennero abbandonate nel Basso Medioevo a causa delle Lave delle Vergini, cioè fango e detriti, che ostruirono l’ingresso. Quando nel XVI secolo venne ritrovato l’affresco di quello che oggi si chiama Madonna della Sanità, il più antico raffigurante la figura mariana, le catacombe vennero riaperte.
L’ingresso alle catacombe di San Gaudioso è sotto l’altare maggiore della Basilica di Santa Maria della Sanità.
Una volta “sotto” troverete tombe nobiliari, elementi e mosaici dell’era paleocristiana, affreschi che raffigurano chi è seppellito in una determinata tomba e storie di martiri.
In queste catacombe è possibile vedere gli scolatoi, cioè delle cavità di pietra dove il cadavere dei nobili veniva messo a “scolare” per far sì che perdesse tutti i liquidi prima dell’essiccazione, questa pratica veniva chiamata “rito della scolatura”. Dopo la scolatura, il teschio del cadavere veniva preso e incassato nel muro, e sotto di esso veniva dipinto un corpo con dettagli circa la professione e il titolo del defunto.
Colui che si occupava della scolatura era chiamato “schiattamuorto”, termine che ancora oggi indica la figura del becchino.
Le Catacombe di San Gaudioso ispirarono Totò a scrivere la famosa poesia “‘A livella”, dedicata alla morte e ai defunti.
Nel rione Sanità non perdete l’occasione di visitare anche il cimitero delle Fontanelle.
I percorsi delle catacombe di Napoli sotterranea sono abbastanza alti e ampi, quindi non si ha una sensazione di oppressione. Chi soffre di claustrofobia può farlo presente alla guida, la quale provvederà ad evitare cunicoli e gallerie strette.
Resta inteso che è comunque un percorso chiuso e sotterraneo, quindi i claustrofobici potrebbero avere problemi di ansia.